Bentrovati amici di Faithfully Together, oggi esploreremo gli angoli nascosti della vita di Paolo, il compagno della nostra amica immaginaria MANIC che vive da anni alle prese con un amore tossico di cui non immagina lontanamente i segreti.
Il terreno in cui Paolo fonda le sue radici è un terreno avveleato. La sua storia inizia in una famiglia emigrata da una terra dove le sfide per la legalità e l’onore si intrecciano in un intrighi subdoli e mortali. La famiglia di Paolo porta con sé un’eredità di sangue e abbandoni, una combinazione di esperienze che segnerà per sempre la sua vita e le sue relazioni future.
I genitori di Paolo sono legati da un vincolo di sangue e onore: sono zio e nipote.
Questo legame, nato in tempi lontani in una cultura del possesso, si scontra brutalmente con l’idea ingenua e pura dell’amore della nostra amica MANIC e della sua famiglia.
Paolo cresce osservando ogni giorno un mondo dove l’affetto è mescolato con l’obbligo e la violenza. Non conosce altro modo di vivere se non quello della lotta continua, una lotta che definisce il suo quotidiano e costruisce una serenità distorta, fatta di controllo, abuso e violenza.
Sin dalla giovane età, Paolo è abituato a combattere come in un vero campo di battaglia. In famiglia, la violenza non è solo accettata, ma è anche celebrata come un segno di forza e di potere. I genitori di Paolo, intrappolati nel loro legame perverso, non gli offrono modelli di amore o di empatia, un abuso in età infantile mette al muro il suo io e quindi da quel momento nulla più esisterà per lui.
In casa, lo educano alla disillusione, alla diffidenza e alla sopraffazione. Questa educazione fa sì che Paolo associ l’amore alla debolezza, una debolezza che non può permettersi di mostrare o di provare.
Per Paolo, la vera serenità risiede nel controllo.
Ha imparato a indossare la maschera perfetta per proteggere la sua vera natura, una natura oscura e priva di compassione.
Dietro un’apparente calma e dolcezza, Paolo nasconde le lame più affilate del manipolatore.
La sua abilità di simulare l’amore e di ingannare gli altri si è affinata nel tempo e con le esperienze rendendolo un maestro nel far credere alle sue vittime di essere amate e protette, mentre in realtà le sta distruggendo lentamente.
Manic è giovane, bella e piena di sogni. Quando incontra Paolo, vede in lui un rifugio da espugnare per raggiungere una promessa di amore e sicurezza, una promessa che cela una trappola mortale.
Paolo non prova nulla, per lui l’amore è sinonimo di morte del suo io, un vero amore gli toglierebbe, infatti,la centralità della scena, cosa che non può accettare.
Manic, ignara di ogni cosa, cieca e sorda ad ogni indizio è oggi persa e addormentata nelle sue menzogne, scrivendo ogni giorno la trama di una storia senza essenrne la protagonista.
La sua bellezza e i suoi sogni sono oggi strumenti nelle mani di Paolo, utilizzati per rafforzare il suo dominio e la sua illusione di controllo.
Paolo vive per lottare contro tutto ciò che non è lui stesso. Questa lotta perpetua gli fornisce una sorta di serenità distorta, una calma beffarda che gli permette di operare con precisione chirurgica. La sua violenza non è mai esplosiva o visibile, ma è subdola, insinuandosi nella vita delle sue vittime fino a distruggerle. Manic è solo l’ultima di una lunga serie di vittime, una linea dinastica di vittime strappata ed interrotta solo da Vittoria l’ex moglie, una guerriera che ha difeso la verità come baluardo di salvezza.
Il passato di Paolo è una cronaca di dolore e violenza, un terreno fertile per la nascita di un narcisista. La sua storia ci ricorda che dietro ogni manipolatore c’è spesso una storia di sofferenza e deformazione emotiva, ma una storia che non giustifica certo le sue azioni.
La paura, la violenza ed il controllo possono plasmare un individuo, Paolo è sì un prodotto del suo ambiente, ma è anche un architetto della sua oscurità, un predatore che trova serenità solo nella distruzione altrui.


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