Bentrovati, cari amici di Faithfully Together. Alla vigilia dell’Epifania 2025, torniamo in compagnia della nostra amica immaginaria, Manic.
La sua vita, a un primo sguardo, sembra un dipinto perfetto: una favola incastonata in giorni di sorrisi e promesse, ma, come accade in tutte le favole, c’è molto di più di ciò che appare.
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Manic è al settimo cielo … tutto attorno a lei racconta del suo Principe … Paolo ma …
Paolo, il suo principe immacolato, non è un principe. È un architetto di trame sottili, invisibili e subdole, costruite con la precisione di un orologiaio.
Paolo non ha mai lasciato nulla al caso. Ha predisposto con cura i suoi strumenti di controllo, mascherandoli sotto forma di un amore plateale, eccessivo ed ostentato.
Manic è in gabbia e lo è stata sin dai primi istanti della relazione con Paolo, istanti vissuti nella clandestinità del tradimento verso il suo fidanzato e nella consapevolezza della presenza di Vittoria, la moglie di Paolo.
Manic, in quei primi passi verso la sua trappola, gareggiava con la figura di Vittoria, una figura che Paolo, con maestria, usava come leva per legare Manic a sé, in un gioco sottile di interesse e manipolazione.
Paolo sapeva esattamente cosa stava facendo. Ogni stanza del castello che costruiva per Manic era posizionata alla giusta distanza: mai troppo vicina per svelare l’inganno, mai troppo lontana per insospettire. Quel castello era la tana sicura in cui Paolo alimentava e nutriva il suo ego insaziabile.
Manic si sente oggi una regina. Sorride nei selfie, nelle condivisioni dei social racconta della sua favola e sorride persino a luci spente, incantata tra le pagine di una storia che porta come epilogo il suo nome, invece della parola “fine”.
Ma Paolo non sa amare.
Come ogni narcisista patologico, Paolo sa solo consumare e consumare sino alle briciole per non lasciare tracce che offuschino la sua immacolata facciata. Oggi è Manic il fuoco che arde per tenere Paolo al caldo, comodo in una vita agiata e senza imprevisti, una routine che lo mette al sicuro da voci ed occhi indiscreti che possano smascherarlo.
Ma cari amici, domani è l’Epifania e anche per Manic, un giorno arriverà il giorno della sua rivelazione. Sarà tremendo?. Sarà sicuramente un giorno che lei non immagina, ma che Paolo sta già programmando con cura e dettagli perfetti, lo sta assaporando osservando gli occhi da cerbiatta innamorata di Manic, occhi inconsapevoli come quelli di un animale che cammina verso il macello, questo è il trionfo quotidiano di Paolo, la vittoria di cui gode da codardo e perdente quale è nella sua natura.
Nascosta tra le pieghe del passato, Vittoria è oggi l’eco del futuro di Manic.
Lei conosce la verità. Vittoria, la donna che è riuscita a fuggire dal castello di menzogne di Paolo, sa cosa significa vivere all’ombra della verità. Vittoria ha visto l’inganno, ha attraversato il dolore ed è rinata. Vittoria è una donna che non teme l’inferno, Paolo glielo ha fatto attraversare, ma quell’Inferno è stato impotente perché Vittoria ha seguito il suo cuore e la sua luce interiore per affermare con volontà che Lei era di più di un codardo e meschino individuo capace solo di colpi bassi e soprusi.
Su quel dolore, Paolo ha sì gioito, ma cosa peggiore, su quel dolore, ha costruito la sua illusione di potere e Manic la sua favola che non ha il lieto fine che lei sogna ed insegue. La vita, infatti, ha sempre l’ultima parola e in Paolo non c’è vita.
La favola di Manic, amici miei, è fatta, purtroppo, di epifanie mancate: momenti di rivelazione soffocati e riscritti dalla narrazione manipolatrice di Paolo.
Per sempre?
No. Chi come Paolo ama nutrirsi di sopraffazione e inganno troverà sempre la sua “epifania”: il momento in cui distruggerà ciò che credeva di possedere, mettendo Manic al tappeto o meglio sotto di esso.
“Mia dolce Manic, sei il mio grande amore, il mio sogno più grande divenuto realtà. (E sarò io stesso a privartene, a togliertelo, lasciandoti vuota)”
Cari amici, per quanto atroce possa sembrare, l’agire di un narcisista non è altro che quello di un miserabile fallito: un meschino sepolcro imbiancato che vive di artifici e sotterfugi a volte anche ridicoli, perpetrati credendo di essere infallibile. Alla luce di ogni passo di Vittoria, Paolo si rivela per ciò che è davvero: uno scarto della società, un perdente, un burattino di se stesso privo di una essenza e nemico di quello che è verità.
E’ con questa certezza cruda che auguriamo a Manic una Epifania prossima, perché Manic merita se stessa, merita di poter essere la protagonista della vera favola che porta il nome di Manic nel titolo e non la relega nella parola “Fine” della storia di qualcun’altro.
Questo articolo, amici rappresenta una verità che per quanto amara va affrontata, chi è intrappolato in queste relazioni si trova isolato nella narrazione del narcisista, una narrazione che è perfetta e che ribalta la realtà, se anche tu, come Manic, ti senti intrappolata in un castello costruito da qualcun altro, ricorda che la tua storia non deve finire lì.
Cerca affiancamento, ascolta la tua voce interiore e credi che puoi riscrivere il tuo destino e fondare il tuo domani sulla realizzazione di te stessa. L’Epifania è già dentro di te, pronta a emergere quando sei pronta a vedere e a credere nella tua forza.
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Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.
Autore: Elena Tonengo
founder Coach
Faithfully Together
Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM


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