Dire, Fare, Baciare: la lettera testamento che in segreto scuote il cuore di Manic

Cari amici,
in questa domenica il nostro approfondimento prende vita da un gioco antico, amato dai bambini di tempi lontani: “Dire, Fare, Baciare, Lettera o Testamento”.

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Dire, Fare, Baciare, Lettera, Testamento: era un gioco semplice eppure profondo, dove il “malcapitato”, suo malgrado, paga un pegno scegliendo ad occhi chiusi una delle cinque dita della mano di un compagno. Cinque dita, cinque penitenze: dire, fare, baciare, lettera, testamento.

Ogni gioco è un mentore silenzioso, un insegnante che ci guida e ci accompagna nella crescita.
Oggi, insieme, siamo in compagnia della nostra amica immaginaria Manic, intrappolata in una relazione pericolosa e malata.
Lei ha scelto il “Testamento”, la penitenza più difficile, dopo che a Vittoria — l’ex moglie di Paolo — era toccato il destino della “Lettera”.

È domenica.
Vittoria stringe tra le mani un foglio bianco, un foglio che per Manic sa di sorpresa, di quel tipo di sorpresa che non ti aspetti.

Manic ha paura delle parole.
Le parole scartano i suoi sogni, li mostrano come incubi.
Ma sono davvero le parole il nemico?
O è la sordità che avvolge i suoi occhi, quella cecità che trasforma in sogno ciò che dovrebbe vedere per ciò che è — un meccanismo di difesa per proteggersi?

Manic vive… o così crede.
La sua vita pesa come un testamento, una condanna silenziosa.
Gli anni passano e lei è lì, a sorseggiare una tazzina di veleno dopo l’altra… un mese dopo l’altro… mentre l’orizzonte lentamente svanisce.

È domenica…
Amici miei, ho dovuto mettere in silenzio il mio cuore, perché continuava a frastornarmi con parole che mi facevano vacillare.
Non so perché…, guardo il mio cammino in questi anni e … nessun figlio, nessun matrimonio, nessun cambiamento, sono al sicuro, protetta forse?


No, Manic! Questa non è sicurezza, è la prigione di manipolazione in cui vivi o meglio in cui sei annientata.
Il tuo amore, Paolo, non ha solo rubato la scena, ha fermato il tempo svuotandolo di ogni iniziativa.
Oggi sei prigioniera nell’eterno presente del suo egoismo, l’eterno presente di un narcisista patologico.

È domenica.
Vittoria, la donna che da moglie di Paolo ha saputo tornare libera, scrive con le dita che battono leggere sulla tastiera, rilassata e determinata.
Ricorda quando Paolo, nel 2019, aveva dipinto il suo capolavoro di distruzione, un quadro che la vedeva finita, annientata.
Oggi Vittoria è madre, moglie serena della sua nuova famiglia, ha attraversato ogni rivoluzione con la forza indomabile del suo cuore.

E in quel cuore, silenziosa ma immensa, c’è la presenza della madre di Vittoria, una guardiana che nei mesi difficili ha vegliato su di lei con una forza discreta e eterna.
Quella forza è un testamento vivo, un’eredità che nessun narcisista potrà mai spezzare.

E Manic?
Nel 2019 si era incoronata reginetta al fianco di Paolo, l’eroina con uno splendido futuro davanti a sé.
Quel futuro, oggi alla luce del sole, si è rivelato per ciò che è sempre stato sin dall’inizio:
la più terribile delle paludi, una ragnatela invisibile di sabbie mobili insidiose, come accade in ogni relazione con un narcisista patologico.


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Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Autore: Elena Tonengo

founder Coach
Faithfully Together

Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM

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