Narcisismo di scena quando la società plaude

Come una rete sociale ammalata amplifica la messinscena e soffoca l’autenticità

Cari amici, prima di lasciarvi al nostro articolo vi ricordo che potete sostenere il nostro lavoro donando un contributo ora:

Oppure puoi acquistare uno dei nostri Libri:

L’approfondimento di questa settimana punta a evidenziare la collocazione sociale del soggetto Narcisista, collocazione sociale che non è solo accessoria, ma strutturale alla sua strategia relazionale.

Il narcisista, infatti, non agisce mai da solo: ha bisogno di un pubblico, di un palcoscenico, di ruoli riconosciuti che ne legittimino l’immagine.

È in questo intreccio di relazioni e simboli sociali che la sua maschera prende forza, si consolida e, talvolta, viene addirittura applaudita. Ciò che è scenografia viene scambiato per sentimento, ciò che è manipolazione diventa status e così, quello che dovrebbe essere condannato viene normalizzato, e ciò che ferisce si traveste da amore.

Buona lettura e riflessione


In molte situazioni il narcisismo patologico non si limita a un singolo individuo: diventa uno spettacolo sociale, una rappresentazione a cui partecipa un intero contesto. La maschera indossata dal narcisista si trasforma in un ambiente fatto di persone, relazioni e dinamiche che si intrecciano in modo tossico, creando una rete sociale che legittima e amplifica quella messinscena.

Questa rete, fatta di ruoli sociali riconosciuti e “collocazioni” apparenti, finisce per scusare e normalizzare comportamenti che in realtà sono profondamente nocivi. Le esagerazioni, le manipolazioni, l’assenza di sentimenti autentici vengono mascherate da scenografie perfette: sorrisi calibrati, cerimonie di facciata, parole costruite a regola d’arte. Tutto diventa un teatrino in cui la verità viene nascosta, e chi osserva rischia di farsi complice, inconsapevole o meno, di questo sistema tossico.

La vittima diretta e la rete sociale: un sistema che si autoalimenta

Non c’è solo la vittima diretta del narcisista, ma anche una rete di vittime indirette: amici, parenti, colleghi, conoscenti che, per motivi diversi, diventano burattini o complici, alimentando il gioco perverso di potere e controllo. Questi attori secondari spesso non si rendono conto del danno che provocano né a sé stessi né alla società. Il narcisista si nutre di questo sistema e lo rafforza, usando la sua capacità scenica per mantenere l’illusione di una realtà “normale” e socialmente accettabile.

Il ruolo centrale del coaching e della mediazione familiare: strumenti di autenticità e guarigione

In questo contesto diventa fondamentale introdurre strumenti e figure professionali che sappiano interrompere la dinamica tossica e riportare al centro l’autenticità, il rispetto e la crescita personale. Qui emergono con forza il coaching e la mediazione familiare, due professioni che agiscono non solo a livello individuale, ma anche nel tessuto relazionale e sociale.

  • Il coaching, in particolare quello orientato alla mindfulness e alla consapevolezza, offre alle persone colpite da dinamiche narcisistiche la possibilità di riconoscere i propri schemi, ritrovare il contatto con sé stesse e costruire un percorso di crescita autentico. Il coaching aiuta a uscire dal ruolo di vittima, a sviluppare autonomia emotiva e a ridefinire la propria identità fuori dalla maschera imposta dal narcisista.
  • La mediazione familiare interviene invece come spazio neutro e professionale dove le parti coinvolte in conflitti tossici possono dialogare, riconoscere le dinamiche distorte e cercare soluzioni concrete per ricostruire relazioni sane. La mediazione non è solo negoziazione, ma un processo di consapevolezza e trasformazione, che lavora per ristabilire equilibrio e rispetto reciproco.

Faithfully Together: riaffermare un sistema sano

Faithfully Together vuole essere più di un semplice progetto di resistenza: è un posizionamento forte a favore di un sistema sociale sano, dove le relazioni non si basano su manipolazioni o scenografie, ma su autenticità, cura e responsabilità condivisa.

In un’epoca in cui il narcisismo di scena trova terreno fertile in una società che spesso premia l’apparenza e l’ego, occorre offrire strumenti di reale cambiamento. Coaching e mediazione familiare rappresentano due pilastri fondamentali per costruire questa nuova realtà, per sostenere le vittime dirette e indirette e per promuovere una cultura di relazioni consapevoli.

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Attenzione
Attenzione
Attenzione
Attenzione
Attenzione!

Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Autore: Elena Tonengo

founder Coach
Faithfully Together

Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM

Lascia un commento