È giusto parlare di “relazioni tossiche”? No si tratta di Rapporti. Ecco come riconoscerli e uscirne

Cari lettori ed amici spesso sentiamo parlare di “relazioni tossiche”, ma questo termine è appropriato?

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Parlare di Relazioni tossiche ci induce a ritenere ormai che si tratti di un tipo di legame tra due persone che a conti fatti sta assumendo rilevanza frequente nell’opinione dei più, ma questa definizione non è appropriata e rischia di svuotare di senso ciò che realmente accade.

La verità, infatti, è un’altra: non esistono relazioni tossiche, perché una vera relazione si basa sempre su reciprocità, rispetto e crescita condivisa. Quello che accade, invece, è che ci si può trovare coinvolti in rapporti con una persona tossica, spesso narcisista, che non è in grado di costruire una relazione autentica, ma soltanto un sistema di controllo mascherato da affetto.

Il camuffamento del narcisista: l’illusione della relazione

Il narcisista non cerca un incontro di anime o un dialogo autentico, ma un palco su cui esercitare potere. Sa presentarsi in modo affascinante e rispettabile agli occhi della società: il professionista di successo, il partner premuroso, l’amico affidabile, il paladino senza macchia. Questa maschera, legittimata socialmente, rende invisibile la trappola in cui chi si trova coinvolto rischia di cadere.

Le persone coinvolte in questi rapporti sono spesso persone sane, autonome, dotate di empatia ed apertura, hanno cultura e autorealizzazione e provengono da contesti famigliari sani. Proprio queste qualità le rendono più vulnerabili, perché il narcisista sa come usarle contro di loro.

La legittimazione sociale: la copertura perfetta

Uno degli aspetti più insidiosi è che il narcisista gode spesso di una legittimazione sociale che gli consente di agire indisturbato. È stimato spesso, ammirato, “invidiato” da chi lo circonda. Questo crea un’ulteriore barriera per chi è coinvolto: come riconoscere il pericolo quando anche gli altri vedono solo una persona di valore? Questa legittimazione esterna nasconde e protegge il controllo manipolativo, lasciando la persona coinvolta isolata e confusa se solo osa sollevare dei dubbi o porsi delle domande.

Perché è importante distinguere: la relazione vera non è tossica

Chiamare “relazione tossica” un rapporto che è invece un sistema di controllo e manipolazione rischia di confondere e di abbassare il livello di responsabilità che dobbiamo avere verso noi stessi e verso gli altri. La relazione autentica è qualcosa di sacro e prezioso: è crescita, rispetto, scambio, cura reciproca. Le persone tossiche non sono degne di essere associate al nome “relazione” perché non sono capaci di costruirle.

Come uscirne

Uscire da questi rapporti non è semplice, ma è possibile. Il primo passo è riconoscere la realtà senza colpevolizzarsi o sentirsi fragili, l’altro è sempre di più allenare alla consapevolezza di questi meccanismi tossici affinchè vengano conosciuti e smascherati anche socialmente. La consapevolezza è la chiave per spezzare la catena invisibile della manipolazione.


Noi di Faithfully Together siamo qui per te

Crediamo profondamente nel valore autentico delle relazioni, quelle vere, quelle che nutrono l’anima e danno forza. Per questo mettiamo a disposizione attività di coaching, mediazione familiare e il supporto di un team di professionisti dedicati, perché ogni giorno lavoriamo per creare e difendere le relazioni sane e consapevoli.

Non lasciarti ingannare da chi vuole avvicinare il nome “relazione” a rapporti di controllo e manipolazione. La relazione è un dono, e merita di essere rispettata e protetta. Se ti riconosci in questa esperienza, non restare sola o solo. Contattaci: insieme possiamo trovare la strada per tornare a sentirti libera, forte e pienamente te stessa

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Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Autore: Elena Tonengo

founder Coach
Faithfully Together

Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM

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