L’OCCHIO di Santa Lucia: un dono del mare

Bentrovati cari amici in questa domenica di ottobre.

Oggi, vi condivido un articolo che racconta della sapienza e semplicità del mare, tramandata dagli anziani pescatori che hanno lasciato molti porti nella loro vita e ne hanno saputi ritrovare altrettanti anche nella tempesta.

Il mare, nel suo prendere e donare, porta a riva un piccolo oggetto che molti hanno dimenticato: l’Occhio di Santa Lucia, conosciuto anche come Lacrime di Santa Lucia.
È una parte di conchiglia che il mollusco crea per chiudere la propria casa, una piccola opera di ingegneria naturale che serve a proteggere la vita che racchiude.
Un gesto semplice, ma perfetto: quando il mare si fa agitato, il mollusco si richiude, e quel piccolo “occhio” diventa la sua porta, la soglia che custodisce la vita al suo interno.

In questo simbolo si nasconde un grande insegnamento.
Anche noi, nel nostro cammino umano e relazionale, abbiamo bisogno di costruire un “opercolo interiore”: una soglia di consapevolezza che ci permetta di scegliere chi far entrare e cosa lasciare fuori.
Spesso, nelle relazioni tossiche o manipolative, questa capacità viene minata. Si vive in uno stato di allerta, come se la porta fosse sempre aperta o, peggio, come se qualcuno dall’esterno potesse decidere quando chiuderla e quando aprirla.
Così, lentamente, smettiamo di proteggerci, di riconoscere la nostra energia, di sentire la nostra voce autentica.

Ma la natura ci ricorda un’altra via: quella della protezione consapevole.
L’Occhio di Santa Lucia ci insegna che chiudersi non significa isolarsi, ma ritrovare il proprio centro. È il gesto di chi si difende per poter rinascere, di chi comprende che solo tornando dentro di sé può tornare a respirare e a creare connessioni sane.

C’è anche un significato più sottile, spirituale, che si lega alla figura di Santa Lucia, la martire che ha donato la luce dei suoi occhi per la fede e per l’amore.
Così, anche questo piccolo frammento marino diventa simbolo di visione: l’occhio che veglia, che protegge, che illumina i passi di chi sceglie la verità su di sé.

Quando un pescatore, con le mani segnate da anni di mare, mi ha donato questo piccolo oggetto, ho percepito non solo la bellezza della sua forma, ma la trasmissione di un sapere antico.
In quel gesto c’era tutto: la cura, la presenza, la capacità di lasciare andare ciò che il mare porta via e di accogliere ciò che restituisce.

Ecco allora l’insegnamento che questo simbolo ci affida:

> proteggere la propria essenza non è chiudersi al mondo, ma riconoscere il valore della propria vita.
> custodire il proprio cuore non è debolezza, ma consapevolezza di ciò che ci nutre e di ciò che ci ferisce.
> dire “no” con amore è un atto di forza, non di distanza.

Auguro a voi tutti una buona settimana e che l’Occhio di Santa Lucia diventi per promemoria del vostro cuore:
la vita si protegge, la verità si difende, la forza si rigenera ogni volta che scegliamo di rientrare nella nostra casa interiore e di onorare ciò che siamo davvero.


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Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Autore: Elena Tonengo

founder Coach
Faithfully Together

Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM

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