Esperimento Universo 25: i “belli”, il narcisismo e la fragilità delle relazioni umane

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All’inizio del 2026, ci troviamo a riflettere su una domanda che non ammette superficialità: che tipo di società stiamo costruendo? Quali dinamiche relazionali emergono e con quali conseguenze sulla nostra capacità di stare insieme?

Per rispondere, volgiamo lo sguardo a un classico della psicologia sociale, l’Esperimento Universo 25 di John B. Calhoun. Non solo come dato scientifico, ma come metafora potente delle sfide relazionali del nostro tempo.


Universo 25: un laboratorio di vita

Negli anni ’60 e ’70, Calhoun osservò colonie di roditori in ambienti artificiali perfetti: spazio, cibo, acqua, sicurezza totale. All’apparenza, tutto ciò di cui gli animali potevano avere bisogno.

L’esperimento più noto, Universo 25, iniziò con quattro coppie di topi. La popolazione crebbe rapidamente, ma presto emersero comportamenti disfunzionali: aggressività, isolamento, trascuratezza della prole. Alcuni individui, i “beautiful ones”, vissero separati dal gruppo: mangiavano, dormivano, curavano se stessi, senza alcuna interazione sociale significativa.

Il messaggio è chiaro: il collasso non nasce dalla scarsità, ma dall’assenza di connessioni significative. La società si deteriora quando le relazioni, i legami profondi e autentici, vengono trascurati.

Fonti principali:

  • Calhoun, J. B. (1962). Population density and social pathology. Scientific American, 206(2), 139-148.
  • Calhoun, J. B. (1973). Death squared: The explosive growth and demise of a mouse population. Proceedings of the Royal Society of Medicine.

I “belli” e la metafora del narcisismo

I “beautiful ones” incarnano una dinamica che possiamo osservare anche nella vita umana: il narcisismo patologico.
Chi è intrappolato in schemi narcisistici cerca solo sé stesso, il controllo, l’ammirazione; trascura le relazioni autentiche e il benessere collettivo (APA, DSM-5).

L’emergere diffuso di questi comportamenti produce effetti concreti:

  • disgregazione delle relazioni di cooperazione
  • riduzione della fiducia reciproca
  • aumento di conflitti e isolamento emotivo

Twenge e Campbell (2009) mostrano come società sempre più individualiste e autoreferenziali abbiano conseguenze reali sul tessuto umano: diminuisce la capacità di sostenersi reciprocamente, di creare legami resilienti e fiduciosi.


La fragilità delle relazioni

Quando la relazione cede all’isolamento e all’autoreferenzialità:

  • le emozioni non si regolano più a vicenda
  • l’empatia si riduce drasticamente
  • la gestione dei conflitti diventa dichiarativa, non negoziata
  • la fiducia perde consistenza

Una società dove proliferano i “belli” non è una società sana: è fragile, vulnerabile, incapace di sostenere i propri membri.


Strumenti di resilienza: coaching e mediazione

Se la qualità delle relazioni determina la sopravvivenza emotiva e sociale, allora investire nella salute relazionale non è un lusso: è una necessità antropologica.

Il coaching relazionale permette di:

  • riconoscere schemi disfunzionali
  • sviluppare intelligenza emotiva
  • gestire i conflitti in modo costruttivo
  • coltivare legami basati sul rispetto

La mediazione, dal canto suo, favorisce il dialogo e la negoziazione, riducendo polarizzazione e frammentazione. Studi confermano che interventi strutturati di coaching e mediazione aumentano:

  • soddisfazione relazionale
  • capacità di comunicare bisogni
  • resilienza emotiva

Dove la relazione è considerata un bene strategico, le comunità prosperano.


Una sfida per il 2026

All’inizio del 2026, Universo 25 ci pone di fronte a una scelta:

  • continuare sulla strada dell’individualismo e dell’autoreferenzialità,
  • oppure investire in relazioni autentiche, educate all’ascolto, alla cooperazione e alla reciprocità.

Non si tratta di uniformità, ma di riconoscere che la qualità dei legami che coltiviamo determina il benessere personale e collettivo.


Faithfully Together è qui per accompagnarti in questo percorso: consapevolezza, relazioni sane e supporto professionale.

💬 Se desideri riscoprire te stesso, costruire legami autentici e coltivare un futuro umano e resiliente, scrivici. La nostra Call è gratuita e un professionista ti guiderà nella tua crescita personale e relazionale.

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Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Autore: Elena Tonengo

founder Coach
Faithfully Together

Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM

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