Un ritratto della figura che ha segnato la storia del Chivassese e del Canavese, tra coraggio bellico e dedizione alle istituzioni.
Nel panorama della memoria storica del Piemonte, alcune figure spiccano per aver saputo coniugare l’audacia della lotta per la libertà con la silenziosa rettitudine del servizio pubblico. Bartolomeo Tonengo, scomparso il 16 febbraio 2010, appartiene a quella schiera di uomini che hanno fatto dell’onestà e della giustizia il pilastro di un’intera esistenza.
Bartolomeo Tonengo è nato a Chivasso il 15 maggio 1925, figlio di Stefano Tonengo e Genoveffa Chiavarino. La sua vita è stata una testimonianza di coraggio, onestà profonda e dedizione al bene comune.
La Resistenza e il nome di battaglia “Pinot”
La sua giovinezza viene bruscamente interrotta dal secondo conflitto mondiale, un evento che lo pone di fronte alla scelta decisiva della propria esistenza.
Con il nome di battaglia “Pinot”, decide di unirsi alla Resistenza nel Canavese, militando nelle formazioni del leggendario comandante Battista Caperone, meglio noto come il “Diavolo Rosso”. Nonostante la durezza del conflitto, l’azione partigiana di Tonengo fu sempre guidata da un’innata bussola morale: le cronache e i ricordi lo descrivono come un uomo che compì azioni eroiche non per gloria militare, ma per salvare vite umane e proteggere i civili dalle violenze e dalle rappresaglie, restando sempre orientato alla salvaguardia del prossimo, anche nei momenti più oscuri della guerra.
L’impegno civile e professionale
Nel secondo dopoguerra, Tonengo fu una figura chiave nell’ombra della politica piemontese. Cugino e fidato collaboratore di Matteo Tonengo, Deputato della I Legislatura della Repubblica Italiana, Bartolomeo fu il suo “braccio destro”, contribuendo alla ricostruzione civile e sociale di un’Italia che muoveva i primi passi verso la democrazia.
Una vita nelle istituzioni
La sua carriera professionale è stata segnata da una dedizione assoluta al bene pubblico:
- Presso l’ENPAS: si distinse per la capacità di ascolto e assistenza ai cittadini, gestendo con equilibrio lo sportello reclami.
- In Regione Piemonte: negli anni ’80 prestò servizio presso l’Assessorato alla Sanità, raggiungendo il 10° livello funzionale. In ogni incarico, Tonengo portò con sé una dirittura morale che gli valse la stima unanime di colleghi e superiori.
Valori e sensibilità: l’uomo oltre il funzionario
Oltre alla carriera e all’impegno civile, Bartolomeo Tonengo è ricordato per la sua straordinaria sensibilità e determinazione sociale.
La forza di Bartolomeo risiedeva in una vita familiare solida e ricca di affetti. Sposato con Taraglio Adriana Rita, ha costruito una famiglia fondata sull’onestà, il coraggio e il rispetto reciproco. Da questa unione è nata la figlia, Elena Tonengo, che ha coronato l’eredità paterna rendendola una missione professionale.
Oggi, Elena Tonengo, Coach Professionista di esperienza internazionale, porta avanti il nome del padre attraverso il progetto Faithfully Together.
Bartolomeo Tonengo era un uomo di profondo orgoglio e sensibilità, estesa anche al mondo animale. A Chivasso è ricordato con affetto per la cura instancabile di un’importante colonia felina, un impegno che rifletteva la sua convinzione che ogni creatura meritasse rispetto e protezione.
Una memoria che resta
Nato a gloria e completezza il 16 febbraio 2010, Bartolomeo Tonengo ha lasciato un’impronta indelebile di onestà profonda e coraggio. La sua vita rimane una testimonianza di come si possa servire il proprio Paese con dignità, sia nei momenti oscuri della guerra che nella quotidiana costruzione di una società più giusta.


Lascia un commento