Oggi, 7 luglio, è un giorno senza anno, un giorno che racconta dolori ed abusi quotidiani per le vittime di relazioni con un narcisista. Il nostro appuntamento settimanale ci vede reincontrare la nostra amica immaginaria Manic, protagonista inconsapevole di un amore tossico e pericoloso.
Con lei, in questo racconto, ripercorriamo i momenti in cui, anni fa, sigla il suo destino e si chiude nella sua trappola di amore malato.
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Manic: “È quasi ora, tra poco il mio sogno si realizzerà, sto per coronare l’unione con il mio amore finalmente alla luce del sole. Mi nasconderò ancora per poco.“
Manic, come da dietro un vetro, crede di essere protagonista, ma la vera storia in realtà non le appartiene, eppure la segnerà per sempre.
Ecco, il telefono vibra, il cuore mi batte forte: “Amore, come va? Tutto a posto?“
Paolo, il marito di Vittoria e l’amante di Manic, pensa tra sé: “La messa in scena è perfetta, i protagonisti sono inconsapevoli, la trappola è tesa.“
Manic è confusa, i giorni precedenti sono stati un bombardamento di colpi di scena e ansia per lei. Paolo è stato molto astuto nel gestire gli eventi su tutti i fronti, e Manic quasi temeva che qualcosa andasse storto, che saltasse qualche piano e che lei restasse ancora clandestina nei suoi sentimenti.
Manic sente il peso della lotta per conquistare l’amore di Paolo, anni di tradimenti con il suo ragazzo che ormai immaginava qualcosa, ma non poteva credere che tutto stesse per finire, anni di timori perché vi era di mezzo anche una moglie, Vittoria appunto. Sì, Manic credeva di aver incontrato l’amore vero, un amore che meritava di andare al di là delle apparenze e degli stereotipi e che in quel momento poteva finalmente sbocciare e liberarsi dall’ombra.
“Poche ore ancora, forse solo una, chissà… e tutto sarà compiuto. Povero amore mio, una moglie che lo ha trascurato, una moglie intraprendente sul lavoro, solo capace di sminuire e svilire il marito, una moglie aggressiva ” … i racconti di Paolo a Manic erano racconti di un marito frustrato e vittima di un quotidiano insopportabile, un quotidiano dove moglie e suocera erano il suo supplizio perfetto da esporre nei racconti di conquista della sua vittima.
Paolo assapora il suo trionfo mentre procede nei suoi piani: “Manic, non ti preoccupare, stai tranquilla, vedrai che chiamo la Polizia se succede qualcosa e tutto sarà fatto a regola.“
…ma una regola che Manic non immagina nemmeno, da dietro il suo vetro di protezione e manipolazione.
La trappola è tesa. Paolo rientra in casa, è pomeriggio, mette a soqquadro tutto, cerca gli ultimi soldi in contanti e prepara quello che deve apparire come la scena di una colluttazione. Sicuramente Vittoria e sua madre saranno solo fuori con il cane per una breve passeggiata, il tempismo è perfetto… fatti scrupolosamente tutti i preparativi, Paolo fa intervenire la Polizia e, per dare maggiore forza al racconto, mostra il braccio con segni di percosse.
Manic, al telefono con Paolo, è terrorizzata. Da dietro il suo vetro, vorrebbe irrompere per salvare il suo Paolo, abbracciarlo, ma deve attendere. Spera che la moglie venga arrestata e tutto si risolva, anche sgomberando un altro fastidioso problema: la suocera di Paolo, ammalata. Lei, comunque, sarebbe l’ultimo dei problemi, la malattia la sta condannando, quindi per lei un hospice è il posto giusto.
Tutto procede, minuti frenetici e Paolo si prepara al grande passo, accoglie finalmente la Polizia e da il via alla sua grande interpretazione.
I minuti passano e Paolo pensa: “Ma dove è Vittoria con sua madre? Caspita, un palcoscenico tutto per loro e nulla, non arrivano al momento giusto in scena, come è possibile? Paolo inizia a vacillare, il tempismo era tutto per lui. La moglie doveva arrivare e trovarsi immersa, con sua madre vacillante, in una scena incredibile e surreale. Paolo a quel punto doveva declamare le accuse davanti alla Polizia, così, di punto in bianco, doveva dire alla moglie ignara che lei lo aveva aggredito, che era un pericolo per lui e per sé stessa, che era anche un pericolo per la sua stessa madre. Davanti a quell’inaspettata scena, Vittoria, secondo i piani di Paolo, avrebbe perso il controllo. Non poteva certo restare calma e quindi, inconsapevolmente, avrebbe recitato la parte perfetta a conferma dei fatti falsi predisposti in casa da Paolo. Paolo avrebbe detto ai poliziotti: “Vedete? E adesso è niente, foste arrivati prima…“
Ma un detto popolare recita: “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.” Vittoria, sua mamma ed il cane non c’erano, era uscite nel primo pomeriggio e non erano nemmeno in città …
Paolo suda e commenta che è scioccato, d’altra parte la Polizia non può attendere in eterno, quindi gli Agenti contattano telefonicamente Vittoria, che tranquilla risponde con sorpresa alla chiamata li per li pensando che ci fosse stato un furto o incidente. Per il disappunto di Paolo la trappola viene scoperta, ma lui si fa forza e mantiene la recita, la Polizia deve andare via, lui deve avere un certificato per il suo braccio, e poi vedrà il da farsi…
Nella mente di Paolo i pensieri devono riorganizzare tutti i dettagli velocemente, una grande fatica,: “vediamo, adesso come prima cosa l’importante è prendere del tempo e rassicurare Manic per non averla tra i piedi“… “Manic, stasera saremo assieme, non ti preoccupare, la Polizia sta cercando mia moglie, vedi? Tutto è a posto!“
Vittoria, dal canto suo, sta cercando di mettere insieme gli elementi e i fatti per capire cosa fare. L’importante è non perdersi d’animo, la mamma potrebbe sentirsi male ed affaticarsi, quindi la prima cosa è metterla al sicuro prima di vederla aggredita nuovamente, come già in passato era successo, per causa di Paolo.
È il 7 luglio sera, un giorno, un cambio di vita e un risveglio.
Manic, dal canto suo, quella sera è raggiante,
E’ il 7 luglio sera, il giorno in cui Manic si sdraia nel suo sogno e si addormenta prendendo il suo testimone in staffetta per diventare la nuova vittima.
E’ il 7 luglio sera e bisogna celebrare, Vittoria e la mamma allestiscono un accomodamento nell’ufficio, aspettando il giorno seguente, avendo ben chiaro di essere scampate ad un agguato. I fatti sono ancora nebulosi, ma la sostanza è chiarissima, spengono la luce, parlano, piangono e si abbracciano.
A pochi chilometri Manic vive il suo trionfo, i momenti che la fanno sentire finalmente una donna realizzata, non spegne la luce, aspetta il suo amato Paolo che, infatti, arrivato da lei quella stessa sera, la porta a cena e la prepara per una notte di passione.
Vittoria e sua mamma, non cenano, assaporano dubbio, sconcerto e stanchezza come travaglio di una nuova nascita.
Paolo non era il marito dei suoi sogni, ma come moglie, Vittoria era stata cieca e muta per anni, impegnata a vivere secondo i suoi valori, cercando di accomodare tutto per far funzionare il matrimonio, prendersi cura dei suoceri e di sua mamma.
Paolo, lei diceva, aveva un’indole problematica, egoista e infantile, ma c’era ben di più. Paolo era ed è un narcisista, e il 7 luglio, come per tutti i narcisisti, si doveva celebrare la fine violenta del matrimonio, Paolo avrebbe agito da aggressore e cercando vendetta, ma uscendone immacolato e potendo avere già la prossima vittima.
Era il 7 luglio… Manic, dall’altra parte di un vetro, esultava per circostanze che non conosceva davvero, ma che avrebbero sancito il suo destino.
Chi diventa la nuova vittima di un narcisista è esattamente questo: una persona già prigioniera prima ancora di iniziare il suo cammino di abusi. Il narcisista manipola già la sua partecipazione alla vendetta verso la vittima precedente, compromettendo la sua stessa natura in quel momento e segnando il primo tassello della vittoria su di lei.
Manic ancora oggi è dietro quel vetro, guarda la vita che scorre, ma che non vive veramente. Non è consapevole perché mette a tacere i segnali anche se il suo cuore sa già che per lei è ancora il 7 luglio.
Questa storia, amici di Faithfully Together, è una storia che vede protagonisti di fantasia immersi in circostanze caratteristiche di molte relazioni tossiche.


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