Il primo passo fuori dai lacci relazionali tossici: l’antica sapienza cistercense che ci parla attraverso il tempo

Bentrovati cari amici di Faithfully Together.

Esistono luoghi che incontriamo nella vita e che, anche a distanza di anni, continuano a parlarci.

Luoghi che non rimangono soltanto immagini nella memoria, ma diventano simboli capaci di accompagnare il nostro cammino.

Anni fa, durante un viaggio sull’Île de Ré, lungo la costa atlantica francese, il mio sguardo ha colto da lontano le rovine dell’antica abbazia cistercense di Notre-Dame des Châteliers.

Non ho visto, in quel momento, pietre consumate dal tempo, ma una presenza che ha attraversato i secoli per essere qui ai giorni nostri.

Quelle mura hanno custodito e tramandato attraverso i secoli il silenzio, la ricerca, la preghiera e il lavoro dei monaci cistercensi. Un luogo scelto al “limite del mondo” conosciuto, vera porta dello Spirito.

Oggi il tempo è passato, su quei luoghi e ha lasciato l’impronta di un millennio, le strutture sono state segnate dalla storia, MA!

Le mura sono crollate, la luce è invece rimasta.

La luce entra negli spazi aperti, attraversa ciò che non è più chiuso, illumina ciò che il tempo non ha potuto cancellare.

Ed è forse proprio questo il messaggio più profondo che quelle rovine continuano a consegnarci.


Quando la materia arriva al suo limite

I monaci cistercensi sceglievano luoghi in cui il silenzio potesse diventare ascolto.

Luoghi in cui la semplicità della vita permettesse di andare oltre ciò che appare.

Forse non è un caso che un’isola battuta dal vento e circondata dall’oceano potesse rappresentare un luogo così importante per la ricerca spirituale.

Un luogo in cui l’uomo incontra il limite della materia.

La pietra.
Il mare.
Il tempo.

E proprio davanti a quel limite nasce una domanda più profonda:

quando ciò che è esterno non può più darci tutte le risposte, dove rivolgiamo lo sguardo?

Forse è proprio lì che inizia il passaggio verso lo spirito.

Non come fuga dalla realtà, ma come completamento di sé.

L’antica sapienza cistercense ci ricorda che l’essere umano non è soltanto ciò che possiede, ciò che costruisce o ciò che gli altri vedono.

Esiste una dimensione più profonda, un centro interiore che continua a cercare verità anche quando la vita attraversa le sue prove più difficili.


Le mura invisibili delle relazioni

Questa immagine parla profondamente anche al nostro presente.

Perché esistono mura che non sono fatte di pietra.
Sono barriere costruite lentamente dentro le relazioni distruttive: sono fatte di paura, controllo, svalutazione, perdita della fiducia in sé stessi.

Sono quei lacci a volte invisibili che possono trattenere una persona in una relazione tossica, fino a farle dimenticare la propria voce e la propria direzione.

Chi vive queste esperienze spesso non riconosce subito ciò che sta accadendo.

Come dentro una stanza con pareti sempre più strette, il mondo esterno sembra allontanarsi e la propria percezione della realtà può diventare confusa.

Ecco che le rovine di Notre-Dame des Châteliers raccontano una verità diversa. La caduta delle mura non significa la fine della vita.

E’ l’inizio di una nuova apertura, perché ciò che crolla non è ciò che ci proteggeva, ma ciò che incatenava e spegneva.


Il primo passo verso la riconquista

Uscire dai lacci relazionali tossici non significa cancellare la propria storia o perdere la propria sicurezza.

Significa tornare a riconoscere la propria essenza.

Significa mettersi all’opera e ricostruire un rapporto con sé stessi, recuperare la propria capacità di scegliere, ritrovare serenità e direzione.

Il primo passo non è sempre un gesto visibile agli altri. A volte è una decisione interiore, a volte invece proprio un momento di rottura violento.

Quella rottura è il momento in cui la persona torna ad ascoltare quella parte profonda di sé che non è mai stata distrutta.

E’ la parte pronta a donarci la rinascita.


La luce che attraversa il tempo

Queste pietre che racchiudono preghiera, hanno sfidato un millennio ci testimoniano che le strutture possono cambiare, i passaggi della nostra vita attraversano trasformazioni, elementi che consideravamo certezze possono cadere, ma ciò che appartiene alla nostra radice di autenticità dell’essere continua a vivere

A Notre-Dame des Châteliers

Le mura sono crollarate, ma …
La luce rimane
!

È questa la luce che attraversa il tempo.

La stessa che i monaci cercavano nel silenzio delle loro abbazia.

La stessa che ogni persona può ritrovare quando decide di uscire dai luoghi interiori che la tengono prigioniera e ricominciare il proprio cammino.


Faithfully Together

Il progetto e l’attività di Faithfully Together nasce per accompagnare il cammino di riapertura del proprio futuro con strumenti professionali coaching e mediazione familiare, per attraversare i momenti di cambiamento, le fasi di crisi e guidare le proprie scelte con consapevolezza e coraggio.

Senti che è arrivato il momento di fare il primo passo? puoi contattarci per un primo colloquio gratuito.

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Grazie per la risposta. ✨

Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Autore: Elena Tonengo

founder Coach
Faithfully Together

Coach professionista Iscr.
n. 400 Reg. Naz. A.Co.I.,
EFT Practioner e Trainer Mindfulness accreditato a livello internazionale all’IPHM

ANNOTAZIONE IMPORTANTE:
Le relazioni tossiche non ha genere e colpisce indistintamente uomini e donne.

Usiamo il maschile a volte per una convenzione grammaticale legata alla figura del “soggetto narcisista”, ma le dinamiche di deviazione cognitiva e il sabotaggio della realtà vengono messi in atto con la stessa crudeltà da entrambi i sessi.

La maschera dell’eccellenza e il desiderio di controllo non hanno sesso e feriscono nello stesso modo uomini e donne, adulti, bambini ed anziani

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