#CollettiBianchi & #ScarpeRosse – Il Dress Code della Violenza prêt-à-porter

E prima di una volta… il sassolino entrò nella scarpa.

Nelle favole tutto comincia con «C’era una volta». È la frase che apre una porta, quella che ci hanno insegnato ad amare da bambine perché dopo quelle parole può accadere di tutto: arrivano principesse, castelli, incontri, promesse e, prima o poi, qualcuno che salva qualcuno. Ma nella vita reale, soprattutto nelle storie che si consumano dietro le porte chiuse di case apparentemente perfette, spesso accade qualcosa molto prima di «una volta». Accade un dettaglio minuscolo, quasi invisibile, qualcosa che all’inizio non sembra nemmeno degno di essere raccontato.

Il sassolino entra nella scarpa.

Non fa abbastanza male da costringerti a fermarti. Lo senti, certo. Provi a spostare il piede, fai qualche passo diverso, pensi che forse uscirà da solo. Poi continui a camminare. Hai una famiglia, un lavoro, una casa, una relazione da mandare avanti. E soprattutto hai una spiegazione per tutto.

«È stanco.»

«Ha avuto una giornata difficile.»

«È fatto così.»

«In fondo mi ama.»

«Forse ho esagerato io.»

«Non voleva davvero ferirmi.»

E così impari a camminare con quel sassolino nella scarpa.

Il problema è che, passo dopo passo, il corpo modifica il proprio modo di camminare per adattarsi al dolore. Non te ne accorgi subito. Ti abitui. Cambi il passo, rallenti, compensi. E quando qualcuno ti domanda perché cammini in quel modo, magari non sai nemmeno più rispondere.

È così che può iniziare la normalizzazione della violenza quotidiana: non con qualcosa di enorme e inequivocabile, ma con piccoli episodi che impari a spiegare, minimizzare, assorbire. Una parola svalutante, una gelosia presentata come amore, una richiesta che diventa controllo, una colpa che non ti appartiene ma che finisci per assumerti comunque. E ogni volta trovi una ragione per non fermarti.

(Formati: Cartaceo e Digitale)

Ma quanto può costarti continuare a camminare con quel sassolino?

Forse ti è capitato di chiederti perché, in quella relazione, devi sempre stare attenta a come parli. Perché una frase innocente può trasformarsi in una discussione. Perché quando provi a raccontare come ti senti finisci per chiedere scusa. Perché lui, davanti agli altri, è una persona completamente diversa da quella che conosci tu. Perché continui a cercare una spiegazione per comportamenti che dentro di te sai essere sbagliati.

E forse, soprattutto, ti sei chiesta: «Perché non riesco semplicemente ad andarmene?»

Questa domanda è molto più importante di quanto sembri.

Perché una relazione manipolatoria non costruisce la propria prigione in un giorno. La costruisce mentre tu continui a credere di essere libera. La costruisce attraverso la confusione, il senso di colpa, la speranza, la svalutazione, l’isolamento e quella continua necessità di trovare una spiegazione che renda ancora possibile credere nell’amore.

È qui che nasce #CollettiBianchi & #ScarpeRosse.

Non da una storia di mostri che arrivano nel buio, ma da una realtà molto più difficile da riconoscere: quella degli uomini che possono essere affascinanti, intelligenti, professionisti, rispettabili, impeccabili agli occhi degli altri. Uomini capaci di indossare il proprio ruolo sociale come un abito perfetto e di portare dentro la relazione una facciata che nessuno, dall’esterno, avrebbe motivo di mettere in discussione.

Sono i colletti bianchi.

E accanto a loro ci sono le scarpe rosse: quelle delle donne che continuano a camminare, spesso molto più a lungo di quanto avrebbero immaginato possibile, cercando di non perdere la propria identità dentro un copione che qualcun altro ha scritto per loro.

Ti sei mai chiesta se la tua storia d’amore sia davvero quella che credi?

Questo libro ti accompagna proprio lì, nel punto in cui le certezze cominciano a incrinarsi. Non vuole offrirti una semplice etichetta e non vuole dirti che ogni conflitto è violenza o che ogni uomo difficile è un narcisista. Vuole aiutarti a riconoscere i meccanismi, le dinamiche, le inversioni della realtà e soprattutto quella sottile trasformazione attraverso la quale una persona comincia a dubitare di se stessa più di quanto dubiti di chi la sta ferendo.

Perché il controllo può presentarsi come protezione. La gelosia può essere raccontata come una prova d’amore. L’isolamento può diventare una scelta «per il tuo bene». La svalutazione può essere presentata come sincerità. E la manipolazione può assumere persino le sembianze della fragilità.

Il risultato, però, è sempre lo stesso: lentamente, il tuo spazio si restringe.

E mentre il tuo mondo diventa più piccolo, quello di lui continua ad apparire perfetto.

Non aspettare che il sassolino diventi una ferita insanabile.

È questo il paradosso dei #CollettiBianchi.

Fuori dalla porta possono essere impeccabili. Dentro la relazione possono diventare registi di una realtà nella quale ogni persona ha un ruolo, ogni reazione può essere utilizzata e ogni responsabilità può essere spostata.

Ed è proprio per questo che, quando la donna finalmente comincia a vedere, spesso si trova davanti a una domanda devastante:

«Come ho potuto non accorgermene prima?»

La risposta è che non eri necessariamente cieca.

Stavi cercando di sopravvivere alla contraddizione.

Stavi cercando di tenere insieme l’uomo che vedevi, quello che lui ti mostrava, quello che gli altri vedevano e quello che tu vivevi.

Stavi cercando di far funzionare una relazione nella quale, forse, eri diventata l’unica persona incaricata di farla funzionare.

In #CollettiBianchi & #ScarpeRosse, Lindsay e Manic rappresentano due momenti diversi di questa stessa dinamica. Lindsay è la donna che comincia a vedere il prezzo pagato per anni di adattamento, mentre Manic è la donna che crede di avere finalmente conquistato l’uomo che ama. Le loro storie si incontrano in una delle dinamiche più dolorose della manipolazione: la sostituzione.

Una donna viene trasformata nella colpevole della storia. L’altra viene convinta di essere la soluzione. Una viene svalutata, l’altra idealizzata. Una esce dalla scena e l’altra entra, convinta di aver vinto.

È la staffetta delle vittime.

E forse è proprio qui che il libro pone una delle domande più scomode: che cosa accade quando la nuova compagna non si rende conto di essere entrata nella storia che il narcisista aveva già scritto per lei?

Perché il problema non è soltanto chi viene lasciato indietro.
È anche chi pensa di essere arrivato finalmente al posto giusto.

Vuoi scoprire che cosa c’è davvero dentro quella scarpa?

Forse il sassolino lo senti già. Forse hai imparato a camminarci sopra così bene che quasi non te ne accorgi più. Forse continui a chiamarlo amore, pazienza, comprensione, famiglia, speranza. Oppure forse sei arrivata al punto in cui una parte di te comincia finalmente a chiedersi se quel dolore abbia davvero un altro nome.

#CollettiBianchi & #ScarpeRosse è il viaggio dentro quella domanda.

Non è un manuale per dirti cosa devi fare. È una storia nella quale potresti riconoscere una frase, un comportamento, una giustificazione, una sensazione che avevi smesso di ascoltare. È il viaggio di Lindsay e Manic, due donne apparentemente lontane eppure legate da una stessa dinamica: una cerca di uscire dalla prigione, l’altra entra convinta di aver finalmente trovato la libertà.

E forse, leggendo, scoprirai perché una donna può restare intrappolata anche quando la porta sembra aperta.

Forse scoprirai perché continui a giustificare.

Forse scoprirai perché continui ad aspettare.

Forse scoprirai perché, nonostante tutto, una parte di te continua a dire: «Ma lui mi ama.»

E forse, arrivata all’ultima pagina, quel sassolino avrà finalmente un nome.

È il momento di guardare dentro la scarpa.

Forse il sassolino lo senti già. Forse hai imparato a camminarci sopra così bene che quasi non te ne accorgi più. Forse continui a chiamarlo amore, pazienza, comprensione, famiglia, speranza. Oppure forse sei arrivata al punto in cui una parte di te comincia finalmente a chiedersi se quel dolore abbia davvero un altro nome.

#CollettiBianchi & #ScarpeRosse è il viaggio dentro quella domanda.

Non è un manuale per dirti cosa devi fare. È una storia nella quale potresti riconoscere una frase, un comportamento, una giustificazione, una sensazione che avevi smesso di ascoltare. È il viaggio di Lindsay e Manic, due donne apparentemente lontane eppure legate da una stessa dinamica: una cerca di uscire dalla prigione, l’altra entra convinta di aver finalmente trovato la libertà.

E forse, leggendo, scoprirai perché una donna può restare intrappolata anche quando la porta sembra aperta.

Forse scoprirai perché continui a giustificare.

Forse scoprirai perché continui ad aspettare.

Forse scoprirai perché, nonostante tutto, una parte di te continua a dire: «Ma lui mi ama.»

E forse, arrivata all’ultima pagina, quel sassolino avrà finalmente un nome.

Leggi #CollettiBianchi & #ScarpeRosse.

  • Formato Cartaceo: Per sottolineare le frasi che ti risuonano dentro e tenerlo sempre vicino.
  • Formato Ebook: Per leggerlo subito in digitale, in totale riservatezza sul tuo dispositivo.

Svuota la scarpa e torna a vivere!

Dedicato ad Adriana Rita Taraglio, musicista della vita e mamma.

Elena Tonengo è Coach professionista (A.Co.I. n. 400) e fondatrice di Faithfully Together.
Trainer di Mindfulness ed EFT Practitioner accreditata IPHM, Elena si occupa di liberare il potenziale personale dalle dinamiche di manipolazione e controllo.

Con questo libro, traduce anni di pratica in una guida accessibile e profonda, dedicata a chi è pronto a smettere di camminare su pavimenti di cristallo e ricominciare a vivere in relazioni sane e costruttive.

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